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I ciechi e le stelle von Cicogna, Giorgio (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 29.06.2015
  • Verlag: Booklassic
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I ciechi e le stelle

Una delle prime raccolte italiane di racconti di fantascienza.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 83
    Erscheinungsdatum: 29.06.2015
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9789635269297
    Verlag: Booklassic
    Größe: 430kBytes
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I ciechi e le stelle

LO SCANDAGLIO

- Pura fantasia. Al di sopra di un certo limite nessun essere vivente può resistere. E i frammenti di cui parli, le cose morte che discendono dall'infinito, racchiudono un segreto che non violeremo.

Queste le parole; non questo il suono; che, laggiù, nell'abisso nero, settemila metri sotto il livello del mare, non si parla per voci. Tutto è silenzio, freddo e chiuso silenzio.

L'uomo che potesse discendervi non udrebbe se non il rumore del suo passo senza snellezza, in un mondo sigillato all'aerea festosità dei gesti dei moti dei gridi.

Gli esseri che l'abitano scivolano invisibili, ombre nell'ombra; e le tombe dei nostri cimiteri, nell'orrore della loro cava nudità, non racchiudono tanta pesantezza di morte.

Ma una gente irrequieta, a branchi, a sciami, formicolando, brulica per gli spazii ciechi; e le vallate e le distese del fondo se ne illuminano al passaggio come di una fioca aurora; e al riverbero che se ne spande le alghe giganti e le erborescenze e i tentacoli dei mostri d'altura si disegnano in una opalescenza diffusa, come in un camposanto sotto il plenilunio le croci e le colonne e le piante. Passano gli abitanti della profondità; passano, polvere di stelle in un'immagine capovolta di cielo, i nòmadi schiavi del fondo; e non v'è testo di dottrina che li nòveri, homo sapiens cui non turbano la quiete piatta del recte agere e del recte scire le mille vite che non alimenta il tuo sole.

Il glomo pallido, come di vischio, ma ovale, quasi diafano, appena illuminato da un chiarore blando, che aveva parlato, tacque; e sùbito la sua fosforescenza aumentò. In mezzo alla materia perlacea di cui era fatto il suo corpo, spiccava, bruno, il nuclèolo centrale; non fisso, ma quasi natante in seno alla sostanza fluida che lo imprigionava. L'epidermide che la racchiudeva, irta di piccoli e corti tentacoli, era più tenue e trasparente della pelle dell'uovo, sotto il guscio, e s'increspava e corrugava leggermente di quando in quando. Altre vibrazioni, più sottili, gli permettevano, come a tutta la sua gente, di esprimersi; mute per un orecchio umano, mute per qualsiasi strumento terrestre. Nessun cristallo di quarzo sarebbe stato così sensibile da raccoglierle, tanto esili esse trascorrevano tra l'uno e l'altro degli individui del branco.

Il suo interlocutore, che solcava lentamente accanto a lui l'acqua persa della gran fossa atlantica - Tutti i nostri popoli - rispose - e ogni stirpe, ed anche i più lontani dell'oltrefreddo, ed anche gli sperduti delle gemmazioni più remote, hanno sempre avuto fede in una cosa misteriosa che esiste al di sopra del buio. Dalle mie gemmazioni antecedenti qualche cosa è rimasto anche in me, che mi fa parlare; è rimasto in te; è rimasto in tutti. Perchè disconoscere? Perchè negare?

- Questo discorso è stato fatto, prima di te, da centinaia e da migliaia di tuoi predecessori. Ed è un discorso... .

S'interruppe. Un avviso, un segnale d'allarme lanciato dal gruppo di testa, traversò fulmineamente le schiere; e tutte le luci si spensero di colpo. Sparito, svanito tutto il branco, come una gala di lampade allo scatto di un interruttore. C'era un nemico; un grosso essere scaglioso e irto d'aghi, gran divoratore della gente luminosa. Nel buio, la torma aumentò di velocità, mutando direzione; e quando si ritenne sicura dall'avversario, che per buona sorte è quasi cieco, riprese a poco a poco la sua fosforescenza; chè nessuno poteva rimaner spento a lungo; e i più gagliardi avrebbero potuto trattener la luminosità quanto un uomo il respiro.

- Ed è un discorso inutile e sciocco - riprese la sfèrula dilatandosi tutta per riprendere forza dopo la fatica fatta. Può darsi che esistano, al di là e al disopra del buio, delle forme di vita. Ma quali forme? Quale vita? Metti mille di noi uno sull'altro; l'ultimo, in cima, sarà già gonfio come un mostro. Che cosa ci può essere, di vivente, che resista a quell

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