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Il Blogger Un thriller nella rete von Brosi, Patrick (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 26.01.2017
  • Verlag: Emons Verlag
eBook (ePUB)
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Il Blogger

René Berger, blogger famoso per le rivelazioni sulle truffe delle grandi case armaceutiche, sparisce misteriosamente. Indagano sul caso una grintosa giornalista, Marie Sommer, e il commissario Andreas Nagel, pachidermico nel corpo ma sottile d'ingegno. In un montaggio serrato tra omicidi, file secretati e colpi di scena, a venire a galla sarà una verità inquietante, un atto d'accusa contro una società imbarbarita.

Patrick Brosi è nato a Backnang, Stoccarda, nel 1987 e dopo la maturità e il servizio civile ha studiato Storia e Informatica alle università di Tubinga e Friburgo. Vive e lavora a Friburgo. Der Blogger, il suo secondo romanzo, ha vinto l'importante Stuttgarter Krimipreis 2016 per il miglior thriller in ambito economico.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 456
    Erscheinungsdatum: 26.01.2017
    Sprache: Deutsch
    ISBN: 9783960412366
    Verlag: Emons Verlag
    Größe: 2955 kBytes
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Il Blogger

MARIE (I)

Un mese prima - 5 agosto

L'intercity sfrecciò rapido per una cadente stazione di provincia, situata da qualche parte prima di Wittenberge. Marie provò a decifrarne il cartello. Probabilmente Glöwen. A sinistra colse al volo un quartiere residenziale piccolo borghese, a destra una zona industriale, poi il treno si immerse in un oscuro bosco di abeti, oltre il quale il sole già tramontava. Erano circa le otto di una mite serata di agosto. Marie indossava una gonna nera, sopra un corpetto rosso attillato - il suo top da urlo, che le metteva in risalto il seno e a cui Jonas non sapeva resistere. Se lo sistemò per benino. L'altoparlante annunciò l'arrivo a Wittenberge. Aprì il portatile.

Si sentiva stanca. Totalmente stanca, come aveva spiegato qualche ora prima a Thomas Sessenheim, quando aveva rifiutato di nuovo quella storia da prima pagina. Non una stanchezza che si può risolvere con una tazza di caffè o una bella dormita di dieci ore. "Sindrome da burn-out, ahah," le aveva detto Thomas, il suo caporedattore, dandole una spintarella alla spalla. "Tu lavori troppo," aveva commentato anche Jonas, qualche giorno prima. Uno psicologo probabilmente le avrebbe diagnosticato una forma di depressione e in effetti non le sarebbero dispiaciute un paio di sedute del genere. Quel che la tratteneva era la vergogna. Sapeva fin troppo bene perché era così apatica negli ultimi mesi.

" Biglietto , prego!" disse una voce snervata vicino a lei, a quanto pareva per la seconda volta.

"Mi scusi." Marie sollevò lo sguardo, frugò nel portafoglio e tirò fuori il tesserino sbrindellato dell'abbonamento annuale per la tratta Amburgo-Berlino, pagato dalla redazione. Lo mostrò con un sorriso contrito.

Era mortificata nella sua ambizione. Sapeva che la sua apatia era dovuta solo al fatto che, nonostante anni di lavoro, nonostante facesse la spola tra gli studi ad Amburgo e il tirocinio a Berlino, nonostante avesse partecipato a tutti i possibili seminari e concorsi di giornalismo, non aveva fatto alcun passo avanti. Aveva venticinque anni ma non era ancora nessuno, non era niente, il suo nome era sconosciuto. Che soffrisse di una depressione allo stadio iniziale solo perché si sentiva offesa da quel successo che non arrivava, non riusciva a confidarlo a nessuno psicologo. Le persone avevano problemi ben più seri.

Il cursore lampeggiava speranzoso nella barra degli indirizzi del browser. Marie si loggò alla homepage dell'università, erano settimane che aspettava il giudizio su una tesina. Era la seconda volta che provava a frequentare quel seminario. Già nel semestre invernale si era iscritta per dare lo stesso esame, ma all'ultimo momento ci aveva ripensato. La mole di lavoro in redazione era cresciuta troppo. Ufficialmente allora era stata bocciata per la mancata consegna della tesina, una stupida, insignificante formalità. Questo semestre però si era impegnata e sperava in un giudizio abbastanza positivo. Nella tabella dei voti c'era, come al solito, solo un piccolo punto interrogativo. Aprì la posta elettronica.

Le aveva scritto Thomas.

Marie, ripensaci, per favore. Ti prego! Ti prego!!!

Lei digitò:

Thomas, questa estate ho solo bisogno di un paio di settimane di tranquillità con il mio ragazzo. Inoltre devo concentrarmi sullo studio, una buona volta! E comunque io non sono adatta. Quello non è giornalismo, a te serve un paparazzo.

Da settimane Thomas non parlava d'altro. Una fonte anonima aveva visto René Berger in una località turistica. Thomas voleva qualcuno sul posto, nel caso saltasse fuori uno scoop. Era una di quelle vaghe soffiate che ogni due settimane lo mandavano in corto circuito che s'intestardiva a seguire con accanimento quasi nevrotico. Per lo stesso motivo aveva già mandato Marie alle assemblee dei dipendenti della S-Bahn di Berlino, alle

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