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Tragedie von Sofocle (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 29.06.2015
  • Verlag: Booklassic
eBook (ePUB)
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Tragedie

Sofocle scrisse, secondo la tradizione, ben centoventitré tragedie, di cui ne restano solo sette.I suoi eroi sono immersi in un mondo di contraddizioni insanabili, di conflitti con forze inevitabilmente destinate a travolgerli. Il suo contributo originale allo sviluppo della tragedia greca fu rappresentato dall'accentuazione dell'umanita dei personaggi, che hanno tutti in sé qualcosa di guasto, una tabe fisica e psichica. I personaggi sofoclei sono anche generosi e buoni, ma smisuratamente soli e portati alla tragedia dal male che hanno in sé. Cio nonostante, non appaiono mai schiacciati del tutto dal fato, ma proprio nella vana lotta contro di esso, ricevono una piena dimensione umana, portatrice di un destino di dannazione e, contemporaneamente, di gloria.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 201
    Erscheinungsdatum: 29.06.2015
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9789635264681
    Verlag: Booklassic
    Größe: 583kBytes
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Tragedie

Prefazione

Lirica affatto era la tragedia fra i Greci, predominata dalla fatalità, cioè dall'azione immediata degli Dei, che portava inevitabilmente alla colpa ed al castigo; e tutto atteggiavasi in presenza del coro che rappresentava il popolo, e personificava le idee e i sentimenti predominanti nel dramma.

Nella tragedia, le passioni sono poste ad analisi e contrasto, e messe in atto non davanti ad un lettore isolato, ma a popoli raccolti, per la qual cosa richiede maggior accordo fra il poeta ed il pubblico; maggior verità nel ritrarre i tempi e lo sviluppo degli affetti; maggior maestria ed accortezza nel maneggio de' sentimenti.

La tragedia, secondo la volgare opinione, ebbe origine in una festa popolare, in una vendemmia, e prese il nome dalla pelle, come si vuole, d'un capro, piena di vino, la quale si dava in premio a quello che meglio cantava le lodi di Bacco.

Le feste di questo dio che avevano dato origine alla tragedia, svegliarono l'ingegno dei poeti, ma in origine il canto del capro non fu che un tessuto di favole poste in versi e mescolate alle lodi del dio della vendemmia.

Tespi (550 av. C.) sostituì alle favole alcune leggende de' tempi eroici, ma il primo veramente degno del nome di poeta tragico fu Eschilo, il quale, da guerriero divenuto poeta, in vece di raccontare i fatti, li rappresentò, avvivando per mezzo del dialogo le passioni, le opinioni ed i caratteri, facendo uso di due grandi moventi, il terrore e la pietà.

Sofocle suo contemporaneo perfezionò quanto di meglio aveva inventato il genio originalissimo di Eschilo, e per la felice invenzione, la nobile semplicità, la naturalezza de' suoi dialoghi, la gravità delle sentenze e la regolare condotta delle sue favole fu chiamato il tragico Omero e l'ape attica.

Sofocle, figliuolo di Sofilo, nacque nel secondo anno della settantunesima olimpiade, ovvero verso il 495, avanti Cristo, nel demo, comune o villaggio attico di Colono, nelle vicinanze d'Atene, quando Eschilo aveva trent'anni. Fu ammaestrato nella musica da Lampro, nella quale arte e come negli esercizi ginnastici ottenne vittoria fin dall'età giovanile. Scelto alla battaglia di Salamina per la sua avvenenza a capo del coro, danzò, secondo l'usanza de' Greci, al suono della lira, intorno ai trofei riportati sui nemici, e cantò l'inno della vittoria: era allora quindicenne.

Il suo biografo greco dice che Eschilo gli fu maestro in tragedia, ma una tale notizia è contradetta da un passo d'Ateneo, dove Sofocle dice che Eschilo seguì le regole dell'arte sua senza conoscerle. Gli antichi storici e drammatici si piaciono di descrivere l'amicizia di questi due poeti vissuti contemporaneamente come di maestro e discepolo, mentre non se ne ha alcuna prova.

Sofocle alla potenza poetica congiunse il valore delle armi e resse onorevolmente insieme a Pericle e Tucidide gli eserciti greci nella guerra contro gli aristocrati di Samo, i quali, discacciati dalla isola dagli Ateniesi, vi erano tornati e cercavano di indurre i Sami a ribellarsi contro Atene. Venne inoltre investito della prefettura di Samo, e coll'onorevole grado di Arconte della Repubblica.

La prima tragedia che Sofocle offrì alle attiche scene fu probabilmente il Trittolemo , col quale si propose di gareggiare con Eschilo, il più gran drammaturgo del teatro attico, e vinse il premio. Ma il suo nome non è ricordato se non dopo che apparve l' Antigone , e fu allora che gli Ateniesi, riscontrando in quel lavoro la sapienza dell'uomo di Stato, e l'arte d'un capitano, lo posero, come dicemmo, fra gli strategi o comandanti delle milizie contro gli aristocrati di Samo, nella quale città dicesi che venisse a conoscere Erodoto, pel quale scrisse una poesia lirica.

Se dopo quella spedizione, la quale terminò nel 439, Sofocle prendesse parte ancora alla cosa pubblica, non è ben certo; ma parve ch'egli spendesse tutta la sua vita nella su

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