text.skipToContent text.skipToNavigation
background-image

'La clemenza di Tito' di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole Estate Fiesolana 2014. Programma di sala

  • Erscheinungsdatum: 06.08.2014
  • Verlag: Hollitzer Wissenschaftsverlag
eBook (ePUB)
7,99 €
inkl. gesetzl. MwSt.
Sofort per Download lieferbar

Online verfügbar

'La clemenza di Tito' di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole

Da una coproduzione fra il Mozart Opern Institut , l'Università Mozarteum di Salisburgo e la Scuola di Musica di Fiesole Fondazione O.N.L.U.S. è nata la rappresentazione fiesolana de La clemenza di Tito , dramma serio per musica in due atti di Caterino Mazzolà, con musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Questo lavoro, l'ultimo infatti nella produzione operistica di Mozart, se si esclude il Flauto Magico, propriamente un Singspiel, tratta dell'Imperatore romano Tito Flavio Vespasiano (39-81 d.C.) e del suo esemplare governo, ed è appunto adattissima per un allestimento in un teatro romano come quello di Fiesole, la cui costruzione risale più o meno a quell'epoca. Ma questa collaborazione, che non nasce solo per un fine interculturale coinvolgendo diverse istituzioni insieme a giovani studenti e musicisti di moltissime nazioni, ha anche un ulteriore scopo, cioè quello di ravvivare il legame storico-culturale che già da molti secoli unisce la Toscana e l'Austria. Infatti Leopoldo II, Sacro Imperatore Romano e Re Apostolico d'Ungheria (1747-1792), per la cui incoronazione come Re di Boemia nell'anno 1791 fu scritta La clemenza di Tito, fu per ben 25 anni Granduca di Toscana, facendo di questa regione, tramite le sue riforme illuministiche, un paese esemplare nella compagine europea.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: watermark
    Seitenzahl: 156
    Erscheinungsdatum: 06.08.2014
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9783990121580
    Verlag: Hollitzer Wissenschaftsverlag
    Größe: 62786 kBytes
Weiterlesen weniger lesen

'La clemenza di Tito' di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole

U N P ONTE FRA LA T OSCANA E L' A USTRIA: IL SIGNIFICATO STORICO DELLA RAPPRESENTAZIONE DE L A CLEMENZA DI T ITO A F IESOLE

La rappresentazione fiesolana dell'opera mozartiana La clemenza di Tito , allestita per la prima volta a Praga il 6 settembre 1791, è un'ottima occasione per riscoprire i legami storici e culturali che da secoli legano la nostra regione all'Austria.

Se per molti di noi il nome di Wolfgang Amadé Mozart riporta immediatamente alla mente la città di Salisburgo, luogo natale del compositore, come anche Vienna, città di elezione per la musica classica, le connessioni che legano Toscana e Austria sono ben più; numerose.

I primi contatti politici risalgono all'epoca rinascimentale con il matrimonio tra il granduca di Toscana Francesco I de' Medici (Firenze 1541–1587 Poggio a Caiano) e Giovanna d'Asburgo, arciduchessa d'Austria (Praga 1547–1578 Firenze). Giovanna era l'ultima delle figlie dell'imperatore Ferdinando I del Sacro Romano Impero (Alcalá de Henares 1503–1564 Vienna) e seguì i desideri dei genitori che contrattarono per lei il matrimonio con il rampollo della famiglia Medici la quale, da poco annoverata fra le maggiori dinastie europee, vide con grandissima soddisfazione la possibilità di aumentare il suo prestigio tramite il matrimonio con la più; importante famiglia reale europea, gli Asburgo.

L'arciduchessa fu accolta trionfalmente a Firenze e tra le opere create in suo onore ci furono la serie di città austriache affrescata nel cortile di Palazzo Vecchio, l'abbellimento del Salone dei Cinquecento ivi, il Corridoio Vasariano e la Fontana del Nettuno. Il giorno delle nozze, il 25 dicembre 1565, Giovanna arrivò; in città passando per la porta al Prato. Giorgio Vasari e Giovanni Caccini avevano progettato grandi apparati scenici per l'occasione. In Borgo Ognissanti erano state collocate due statue di Francesco della Cammilla rappresentanti la Toscana e l'Austria e l'intera città fu arricchita con statue, archi, e trionfi.

Il matrimonio tra Giovanna d'Austria e Francesco I de Medici non fu però; un'unione felice e il granduca, dopo la morte della consorte, sposò; l'amata Bianca Capello. Fu per essa che il granduca acquistò; il terreno di Pratolino e affidò; all'architetto Bernardo Buontalenti il progetto per la costruzione della villa e del parco affinché diventassero un luogo fiabesco per l'amata veneziana. Un incredibile lavoro d'ingegneria idraulica, di architettura e di arte rinascimentale che divenne fin da subito modello per altre residenze reali, tra le quali Fontainebleau in Francia e, alle porte di Salisburgo, la villa arcivescovile di Hellbrunn. È questa l'unico esempio di maestria rinascimentale, per la quale le ville medicee erano tanto ammirate, a sopravvivere ai rifacimenti e giungere intatto ai nostri giorni. Ecco dunque che il legame tra Toscana e Austria è di antica memoria e si è tramandato, arrivando fino a noi, attraverso canali insieme storici e artistici.

La parentela tra i Medici e gli Asburgo si rinnova nel 1608 quando fu celebrato a Graz, per procura, un altro matrimonio: quello tra la figlia di Carlo II d'Asburgo (Vienna 1540–1590 Graz), arciduca d'Austria e duca di Stiria, e di Maria Anna di Baviera (Monaco 1551–1608 Graz), l'arciduchessa Maria Maddalena d'Austria (Graz 1589–1631 Padova), e Cosimo II de' Medici (Firenze 1590–1621), futuro granduca di Toscana dal 1609 al 1621, figlio di Ferdinando I (Firenze 1549–1609) e Maria Cristina di Lorena (Bar-le-Du

Weiterlesen weniger lesen

Kundenbewertungen